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stufe a pellet idro

Stufe a pellet idro come funzionano?

Cosa sono le stufe a pellet idro e come funzionano? Le stufe a pellet idro sono sicuramente un modo alternativo per riscaldare l’acqua che circola all’interno dei termosifoni e dunque produrre calore. In che modo? Il funzionamento è uguale alle normali stufe a pellet. Il calore viene generato dalla combustione del pellet. Unica particolarità? Invece di riscaldare l’ambiente, grazie al collegamento con l’impianto idraulico, si riscalda l’acqua e, in seconda battuta, l’abitazione in cui sono collocate.

Comprendere correttamente il funzionamento delle stufe a pellet idro è però senza ogni ombra di dubbio qualcosa di davvero importante. Perché? Le stufe a pellet idro costituiscono l’alternativa ideale per riscaldare i vari ambienti, siano essi residenziali o commerciali. Il pellet è infatti uno dei combustibili meno inquinanti.

Come se non bastasse, oltre a rispettare maggiormente l’ambiente, producendo un minor inquinamento, si può oltretutto risparmiare fino al 50% all’anno sulle normali bollette.

Insomma sapere il funzionamento di una stufa a pellet idro aiuta a capire l’importanza del suo utilizzo e a optare per questa soluzione più economia e sicuramente più green.

Il funzionamento delle stufe a pellet idro

Come funzionano le stufe a pellet idro nello specifico? Il concetto di base riguarda la non dispersione del calore. Per questo motivo la progettazione meccanica di tale stufa è atta a trasferire oltre l’80% di potenza proprio all’acqua. Come? Grazie ai tubi immersi che vengono chiamati tubi di scambio-calore. Tutti sono completamente immersi nell’acqua mentre al loro interno circolano i fumi di combustione che vengono direzionati lì da un ventilatore apposito.

Come si riscalda l’acqua? In primis attraverso i tubi, ma anche tramite le pareti appena vicine al braciere ovvero alla camera di combustione.

Ogni stufa è dotata di un gruppo idraulico costituito da: circolatore, valvola di sicurezza e vaso di espansione.

Sono inoltre dotate anche di un complesso sistema elettronico che monitora la situazione e permette di controllare automaticamente la combustione e regolare modalità e tempi.

Manutenzione e pulizia: cosa ricordare per il corretto funzionamento

Occorre comunque, così come accade per le normali stufe a pellet, programmare la manutenzione di ogni stufa a pellet idro ed eseguirne correttamente la pulizia.

Prendersi cura di una stufa a pellet è però davvero semplicissimo. Le operazioni sono avvantaggiate dallo specifico funzionamento di queste stufe così particolari. Come?

Al contrario degli altri esemplari di stufe, le stufe a pellet idro presentano un minore accumulo di fuliggine dei fumi di combustione, anche grazie a diverse eliche (chiamate turbolatori) pronte a trattenere e successivamente far cadere tutta la fuliggine in eccesso direttamente nel cassetto delle ceneri, passando per il collettore dei fumi.

Occorre dunque aprire l’apposito cassetto e, grazie all’utilizzo di un normale aspiratore per ceneri, completare l’opera di pulizia.

Dove installare la stufa?

Per installare nella propria abitazione una stufa a pellet idro è necessario contattare tecnici di fiducia che possano prima fare un sopralluogo e poi occuparsi di tutti i lavori.

Durante però il sopralluogo sono gli esperti del settore a dover controllare in primis la conformità dell’ambiente. L’installazione del prodotto deve, infatti, avvenire in luoghi idonei, che consentano le normali operazioni di manutenzione e apertura dell’apparecchio. Occorre che vi sia un adeguato sistema di evacuazione dei fumi e di una corretta ventilazione dall’esterno.

Solo i professionisti del settore possono poi stilare una accurata valutazione termotecnica dell’ambiente e scegliere l’idro-stufa più adatta alle esigenze di ogni abitazione.

Differenze fra le stufe a pellet e le stufe a pellet idro

Quali sono le principali differenze fra le stufe a pellet idro e le stufe a pellet? Le prime, al contrario delle seconde:

  1. non producono solo aria calda ma riscaldano l’acqua dei termosifoni o dell’impianto a pavimento
  2. possono essere installate in qualsiasi punto della casa
  3. al tatto risulteranno più fredde rispetto ad una normale stufa a pellet. Questo perché, grazie alla stufa idro, l’impianto di risaldamento scambia calore prodotto dal pellet e lo concentra maggiormente nell’acqua che serve a riscaldare l’ambiente attraverso i radiatori.

 

stufe a pellet come sceglierle

Stufe a pellet come sceglierle?

Come scegliere le stufe a pellet? Ci sono parametri da tener in considerazione prima di prendere la propria decisione e procedere con l’acquisto? Certo che sì. I fattori da esaminare sono diversi, ma tutti altrettanto importanti. Controllare il prezzo di ciò che si andrà a comperare non è l’unica cosa da fare. Ovviamente anche il costo della stufa a pellet ha la sua importanza, proprio perché ciascuno deve fare i conti con le proprie possibilità economiche. Ci sono, però, altri fattori che possono fare la differenza e che, se non presi in considerazione, potrebbero erroneamente spingere chiunque a scegliere la stufa a pellet sbagliata.

I criteri di scelta: quali fattori considerare?

Quando si parla di stufe a pellet occorre saper come sceglierle. Ecco perché è importante, prima di concludere ogni acquisto, ragionare su alcuni fattori fondamentali. Quali?

  1. Ambiente
  2. Tipo di canna fumaria
  3. Termostato
  4. Dotazioni di sicurezza,
  5. Dimensioni
  6. Peso
  7. Serbatoio

Il primo fattore pare il più importante. L’ambiente che si andrà a riscaldare è una delle discriminanti maggiori nella scelta della stufa a pellet. Per scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze occorre controllare la potenza nominale dichiarata. In base ad essa e ad alcuni parametri già stabiliti si può così scoprire di non poter comperare una stufa a pellet con potenza tra gli 8 e i 10 kW se si ha una stanza più grande di 30 mq.

Bisogna considerare con grande attenzione i metri cubi che si ha bisogno di riscaldare. Avendo le idee ben chiare su ciò si può chiedere poi ad un tecnico esperto ulteriori consigli sulla stufa a pellet da scegliere.

Gli esperti del settore, infatti, sanno leggere senza alcun problema i dati tecnici di ogni modello di stufa, ne conoscono tutte le caratteristiche e sanno capire velocemente la potenza di ciascuna di esse andando a calcolare esattamente i metri cubi che potrà riscaldare.

Altro fattore importante? Lo spazio a disposizione all’interno della stanza. Il luogo in cui dovrà essere collocata la stufa a pellet deve essere deciso con attenzione.

In realtà possiamo affermare con certezza che: ambiente, spazio, dimensioni e peso siano parametri per la scelta delle stufe a pellet concatenati fra loro. Sono essi tutti aspetti che non possono essere sottovalutati. Il motivo? La stufa va installata cercando di mantenere una certa armonia con l’arredamento preesistente. Per questo motivo occorre valutare attentamente gli spazi a disposizione e scegliere la stufa a pellet anche in base alle sue dimensioni.

La stufa a pellet cioè deve potersi inserire nell’ambiente circostante senza andare a creare contrasti con gli altri mobili presenti, ma anche senza dover per forza costringere l’acquirente a cambiare tutto l’arredamento per adattarsi ad essa. Non vi sono però problemi insormontabili. I modelli di stufe a pellet sono numerosi e adatti a tutte le necessità. Occorre dunque solo far attenzione durante l’acquisto.

Stufe a pellet, come sceglierle: la sicurezza prima di tutto

Non possiamo parlare, però, solo di armonia con i mobili preesistenti. Lo spazio a disposizione determina anche la possibilità di mantenere una buona distanza tra la stufa a pellet e gli altri arredi. Si tratta di un fattore importante perché più spazio vi è a disposizione e maggiore è la distanza fra la stufa e gli altri complementi di arredo, minore è il rischio di incendi o danneggiamenti.

Nei parametri importanti su come scegliere una stufa a pellet vi è, infatti, anche quello legato alla sicurezza.

Va sottolineato come, grazie anche alle più moderne tecnologie, le stufe a pellet siano diventate sempre più sicure. Occorre comunque fare una certa attenzione e rispettare sempre le distanze consigliate fra la stufa e i mobili.

Sempre per quanto riguarda la sicurezza, altra discriminante per scegliere la stufa a pellet dei propri sogni può essere la presenza o meno di dotazioni di sicurezza per l’uso quotidiano. Di cosa stiamo parlando? Della possibilità di acquistare insieme al prodotto scelto anche un guanto termico e la presenza di una maniglia amovibile per l’apertura della camera di combustione. Si tratta di strumenti molto utili sia durante la pulizia della stufa e che durante la fase di ricarica del pellet.

Leggi anche>> Come funziona una stufa a pellet?

Gli altri parametri per la scelta della miglior stufa a pellet

Nella lista dei parametri all’interno della nostra breve guida sulle stufe a pellet e come sceglierle dobbiamo ancora approfondire gli aspetti legati a: canna fumaria, termostato e serbatoio. In che modo questi aspetti influiscono sull’acquisto del prodotto?

Prima di installare una stufa a pellet occorre sempre verificare la possibilità di realizzare una canna fumaria se non ve ne è una preesistente. Si tratta però di valutazioni da lasciare agli esperti del settore. Non è possibile realizzare a piacere canne fumarie all’interno del proprio appartamento.

Occorrono inoltre una presa d’aria da collegare direttamente alla stufa e una presa elettrica dotata di messa a terra. Si tratta di parametri importanti e procedure che non possono essere eseguite in autonomia. Meglio rivolgersi a un tecnico abilitato a certificare l’impianto secondo le normative Uni 10683 e Uni En 14785. Solo un professionista, infatti, può rilasciare tutte le attestazioni necessarie, ma anche installare il tutto nel migliore dei modi e nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Se da un lato la scelta della canna fumaria è legata anche alla sicurezza, quella del termostato e della capienza è legata alla comodità. In che senso?

Una stufa con un serbatoio capiente ha maggior autonomia perché può contenere maggior pellet ed essere così ricaricata con minor frequenza andando a diminuire gli sforzi. Una stufa con un serbatoio più piccolo deve essere ricaricata, invece, più volte.

Perché, infine, per scegliere una stufa a pellet dobbiamo tener conto del termostato? Ebbene la discriminante maggiore riguarda il termostato integrato o collegabile al termostato a parete. Tutto dipende dalla possibilità di regolare la temperatura e la ventilazione e monitorare l’efficienza della combustione. Il termostato integrato spinge, però, ad alzarsi dal divano ed avvicinarsi alla stufa per poter cambiare i parametri a seconda dell’esigenza. Il termostato a parete, invece, potrebbe consentire di compiere uno spostamento minore.

bonus 110% seconde case

Bonus 110% seconde case: tutte le informazioni utili

Chi ha diritto al bonus 110% seconde case? Cosa prevede la normativa che aiuterà l’Italia a far ripartire l’economia e render le case degli italiani più sicure ed ecologiche? Quando parliamo di bonus 110% secondo case o Superbonus 110% per le seconde case facciamo riferimento alla possibilità di usufruire di una detrazione fiscale del 110% – spalmata solamente su 5 anni e non 10 come accade per le altre ristrutturazioni – per le migliorie apportate a livello strutturale, antisismico ed energetico alla propria abitazione. Come? Nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati effettuati i lavori. Ci sono altre due possibilità offerte. La prima riguarda il fatto di poter ottenere lo sconto in fattura, l’altra, invece, quella di poter cedere il credito all’impresa che effettua i lavori, a banche o assicurazioni, ma anche ai grandi fornitori di energia elettrica.

La cosa più importante è che una delle clausole per poter usufruire del maxi incentivo dice che gli interventi apportati debbano migliorare la prestazione energetica di un edificio di almeno 2 classi energetiche o ne debbano ridurre, in egual modo, la classe di rischio sismico.

Come si fa a capire se vi sarà o meno un miglioramento di due classi come richiesto? Per prima cosa dobbiamo prima chiarire quali sono le seconde case che potrebbero aver diritto a tale agevolazione.

Bonus 110% seconde case: quali immobili possono usufruire dell’agevolazione?

Quando parliamo di seconda casa nell’ambito del bonus 110% facciamo riferimento a un’abitazione in cui non si abita principalmente o meglio ancora non si ha la residenza. La seconda casa può essere davvero un secondo immobile che si possiede all’interno dei vari comuni d’Italia, ma anche solo l’unico immobile di proprietà che viene annoverato come seconda casa ai fini fiscali.

L’importante, secondo quanto riportato sulla guida dell’Agenzia delle Entrate, è che ai fini della detrazione, chi sostiene le spese possieda l’immobile oggetto dei lavori anche attraverso contratti di locazione o di comodato.

Possono dunque usufruire del Bonus 110% per le seconde case:

  • Chi possiede una seconda casa oltre a quella in cui abita principalmente.
  • Chi possiede un’unica casa, che però è data in affitto.
  • Chi abita in una casa concessa tramite contratto di affitto o comodato ad uso gratuito.

Sono escluse dall’elenco:

  • villette unifamiliari per un massimo di due unità immobiliari
  • le abitazioni che fanno parte delle categorie: A/1; A/8 e A/9 ovvero castelli, palazzi di eminente pregio storico o artistico se non sono aperti al pubblico.
  • Esclusi anche gli immobili in cui viene esercita un’attività professionale.

Cosa accade, invece, agli immobili ad uso promiscuo? Il Bonus 110% viene dimezzato. Se si possiede una seconda casa adibita a B&B, ad esempio, la detrazione spetterà limitatamente al 50% delle spese sostenute.

Bonus 110%: gli interventi di risparmio energetico

Ora che abbiamo chiarito su quali immobili possono essere effettuati i lavori e soprattutto quali vengono considerati seconde case, occorre concentrarsi sugli interventi che danno diritto al bonus 110% seconde case. In primis non bisogna mai dimenticare che, pena la decadenza del beneficio, servirà attestare un miglioramento di ben due classi energetiche. Come?

A controllare tale miglioramento saranno i tecnici incaricati che effettueranno tutte le verifiche del caso e soprattutto compileranno i moduli richiesti.

Occorre, infatti, presentare: l’APE (attestato prestazione energetica) prima dell’inizio lavori per comprovare la classe energetica dell’edificio preesistente, a metà dell’opera e dopo la fine degli stessi.

Quali sono i lavori che rientrano nel risparmio energetico e che richiedono questi documenti?

L’Agenzia delle Entrate ha fatto una distinzione molto importante parlando di interventi:

  1. Trainanti (quelli più importanti)
  2. Trainati (presenti solo accompagnati da un intervento trainante)

Nella prima categoria vi sono:

  • lavori di isolamento termico effettuati sull’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie.
  • Lavori per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti ad alta prestazione energetica.
  • Lavori antisismici compresi nell’attuale Sismabonus

Fra gli interventi trainati, invece, vi sono:

  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di sistemi di accumulo integrati,
  • installazione di colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli elettrici
  • sostituzione di infissi, tetti, pavimento e schermature solari

Tralasciando gli interventi per migliorare di due classi di rischio, ci concentriamo sui lavori da effettuare per il risparmio energetico.

Occorre sottolineare come i lavori per un impianto di generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) vengano considerati un lavoro trainante e diano diritto alla possibilità di cambiare gli infissi ed eseguire altri lavori annoverati fra quelli trainati.

Non tutti i generatori a biomassa, però, danno diritto alla possibilità di usufruire del Bonus 110% seconde case. Occorre che siano:

  • installati in una zona non metanizzata e in un’unità familiare
  • certificati 5 stelle

A chi affidarsi? Scegliendo una caldaia Green Puros si può avere la certezza di un prodotto certificato a 5 stelle che può da diritto, senza alcun problema, al Superbonus 110%. Si tratta cioè di una caldaia a condensazione con rendimento superiore, con basse emissioni di inquinanti e alte capacità di risparmio.

stufa a pellet

Come funziona la stufa a pellet?

Sapere come funziona la stufa a pellet è senza ogni ombra di dubbio una cosa molto interessante. Perché? Conoscerne i meccanismi aiuta a scoprire in che modo si possa riscaldare la propria abitazione o il proprio luogo di lavoro. Comprendere il concetto non è affatto difficile. La stufa brucia pellet così come qualsiasi altra stufa brucia legna o carbone. Il calore generato dalla combustione viene diffuso nell’ambiente grazie alla presenza di ventole e tubi di scambio-calore.

Sia la stufa a pellet che la stufa a legno bruciano, per riscaldare, un combustibile solido. Nel secondo caso sono ciocchi di legno, ovvero pezzi di tronchi d’albero. Nel primo caso, invece, si tratta di pellet. Che cos’è?

Cos’è il pellet?

Il pellet è un vero e proprio combustibile solido che si ottiene, nella maggior parte dei casi, attraverso il processo industriale di lavorazione del legno. Per realizzarlo si utilizzano scarti di altre lavorazioni come: i trucioli e la segatura. Se pensiamo al pellet di legno, infatti, è semplice immaginare piccoli cilindri, piccoli proiettili, di color marroncino chiaro e con qualche venatura più scura.

Ripercorrendo la storia del pellet possiamo scoprire come, in origine, ogni cilindro realizzato derivasse dal mangime per animali e non dagli scarti del legno. Fu la crisi degli anni Settanta a cambiare le carte in tavola. A causa dell’impossibilità di sprecare mangime si iniziò proprio in quel momento a produrre cilindretti con cui rianimare le varie stufe grazie all’utilizzo di segatura essiccata.

Quanti tipi di pellet si trovano oggigiorno in commercio? Davvero tanti. Vi sono, oltre al pellet di legno, anche:

  1. Pellet di mais
  2. Pellet di girasole
  3. Pellet di paglia

I così detti agripellet, ovvero sottoprodotti di origine agricola e agroindustriale, puri o miscelati, permettono ai consumatori di risparmiare ulteriormente, ma donano gli stessi benefici del pellet di legno.

Un esempio? Entrambi possono essere lavorati allo stesso modo perché presentano caratteristiche molto simili. Ci sono però differenze importanti per chi vuole scaldare casa con una stufa a pellet. Quali? Ebbene è stato provato come con 6.000 Kwh/kg e un’umidità di circa il 15% il potere calorifico del pellet di mais possa superare di circa il 30% quello del pellet di legno. Come se non bastasse il prezzo del pellet di mais è inferiore a quello del pellet di legno. Unico neo? Il pellet legnoso si può reperire con facilità durante tutto l’arco dell’anno. Al contrario la coltura del mais è soggetta a malattie, condizioni atmosferiche e aumento della richiesta alimentare.

Come avviene la combustione del pellet

Che sia pellet di legno o agripellet, come avviene la combustione, come funziona una stufa a pellet? In primis è bene sottolineare che il meccanismo della stufa non si modifica se cambia il tipo di pellet. Esistono piuttosto stufe mono-combustibile adatte a un particolare tipo, e stufe a pellet multi-combustibile, che sono in grado di bruciare pellet di tutti i tipi.

Una volta introdotti dunque i trucioli di pellet nella stufa, inizia la combustione. Il calore generato attraverso questo procedimento viene diffuso nell’ambiente circostante da ventole o tubi di scambio-calore sia che si sia in presenza di stufe ad aria o di stufe idro.

Come avviene tutto ciò? Nel serbatoio della stufa, tocca alla coclea raccogliere il pellet e lasciarlo cadere nel focolare per avviare la combustione. Tale meccanismo è studiato e progettato ad hoc per dosare il pellet nelle giuste quantità. La coclea non lascia cadere semplicemente dall’alto il pellet sulla brace per far sì che tutto bruci sprigionando calore, ma calibra, dosa, ed alimenta la fiamma con grande precisione e regolarità.

Quando il pellet raggiunge il focolare si aziona un getto d’aria proveniente dal basso che assicura l’equilibrio tra combustibile e comburente. Il calore prodotto dalla fiamma che brucia viene successivamente scambiato con l’aria di convezione, grazie alla presenza di uno o più ventilatori.

A monitorare ogni passaggio è una centralina elettrica presente nella stufa a pellet. Proprio quest’ultima, non presente nelle stufe a legna, ha un compito molto importante. Quale? Permette a chi lo utilizza di regolare la temperatura e impostare gli orari di accensione della stufa così come si impostano e gestiscono quelli dei termosifoni di casa.

Le componenti di una stufa a pellet

Come è fatta una stufa a pellet? Fra le sue componenti vi sono:

  • Serbatoio
  • coclea o vite di Archimede
  • scompartimento che emana l’aria
  • ventilatori vari
  • scambiatori di calore
  • estrattore dei fumi
  • focolare
  • raccogli-cenere
  • tagliafiamma
  • resistenza
  • centralina
superbonus 110

Superbonus 110% Guida completa e pratica

Il Superbonus 110% è un argomento ormai sulla bocca di tutti, ma sono moltissimi i punti interrogativi su questo tema. Molti si stanno domandando se le stufe a pellet e le termostufe a pellet accedano agli incentivi del Superbonus 110%: attraverso la nuova definizione normativa introdotta dal decreto legislativo 48/2020, questi apparecchi sono considerati “impianti di riscaldamento” e perciò possono sfruttare il superbonus. Tuttavia, sarà necessario ci sia un salto di almeno due classi energetiche dell’edificio dopo gli interventi. In questo articolo cercheremo di spiegare con chiarezza cos’è il Superbonus 110%, chi può usufruirne e da quando.

Cos’è il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è una detrazione discale del 110%, il che significa che la quota della quale è possibile richiedere la detrazione è superiore alla spesa sostenuta. Lo scopo messo in chiaro è duplice:

  • quello di fornire un incentivo incredibile all’efficientamento energetico degli edifici a scopo di residenza;
  • dare un aiuto economico concreto in un periodo economicamente difficile come quello post Covid19.

In particolare la normativa fa riferimento alle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con probabile estensione del periodo di tempo da un anno e mezzo a due anni.

La modalità principale con cui è possibile beneficiare del Superbonus 110% è quella di riportare nelle dichiarazioni dei redditi dei cinque anni successivi all’intervento in questione il 110% suddiviso in quote annuali di pari importo.

A chi è rivolto il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è rivolto a:

  • Istituti autonomi case popolari.
  • Persone fisiche su singole unità immobiliari.
  • Cooperative di abitazione.
  • Associazioni, società sportive e organizzazioni senza scopo di lucro.

Gli edifici residenziali che NON rientrano nel superbonus 110% sono le abitazioni di tipo signorile(A/1), ville(A/8) e castelli o palazzi di pregio artistico o storico (A/9).

Come ottenere il Superbonus 110%?

Riguardo i generatori a biomassa il Superbonus 110% si applica a due tipi di intervento:

  • Interventi trainanti.
  • Interventi trainati.

Andiamo con ordine e spieghiamo di cosa si tratta.

Gli interventi trinanti raggruppano:

  • Isolamento termico dell’involucro dell’edificio negli edifici unifamiliari, nelle unità immobiliari all’interno di edifici plirifamiliari e nei condomini.
  • Sostituzione dell’impianto di riscaldamento invernale presente nei condomini con un impianto centralizzato dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.
  • Cambio dell’impianto di riscaldamento invernale per edifici unifamiliari o nelle unità immobiliari presenti in edifici plurifamiliari con un impianto di riscaldamento dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. caldaie a biomassa (5 stelle)
  8. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.

Quando un generatore a biomasse è considerato trainante oppure trainato?

Viene considerato trainante il generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) che sia esclusivamente una caldaia e vada a sostituire un qualunque altro impianto di riscaldamento presente nell’edificio. Attenzione però, il generatore a biomassa deve essere necessariamente:

  • certificato 5 stelle, come lo sono le caldaie Green Puros,
  • installato in un’area non metanizzata e in un’unità unifamiliare.

Viene considerato trainato il generatore di biomassa che sia caldaia o apparecchio domestico che venga a sostituire un altro generatore a biomassa, purché il nuovo generatore sia certificato 4 stelle, qualora invece non sostituisca l’impianto biomassa deve essere certificato 5 stelle.

Condizioni del Superbonus 110%

Interventi trainati e trainanti devono permettere il miglioramento dell’edificio almeno di due classi energetiche. Solamente nel caso in cui l’edificio sia una classe energetica A3 prima dei lavori sarà accettato un miglioramento di un’unica classe energetica (A4).

Superbonus 110, come funziona la cessione del credito d’imposta?

L’Abi, Associazione bancaria italiana, ha fatto il punto della situazione sul credito d’imposta e il Superbonus 110%. Per chiarire cosa sia la cessione del credito d’imposta e come funzioni ha postato sul proprio sito una infografica (che potete trovare qui). Con l’attivazione della piattaforma apposita online dell’Agenzia delle Entrate, infatti, è ora possibile avvalersi del credito d’imposta chiedendo il trasferimento alla banca per l’ottenimento della liquidità immediata.

Uno degli aspetti principali del Superbonus 110%, infatti, è rappresentata proprio dal poter scegliere fra cessione di credito di imposta o sconto in fattura anziché la detrazione in cinque anni delle spese sostenute. Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo e finanziando i lavori anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria.

Caldaie a 5 stelle Green Puros

Le caldaie Green Puros sono assolutamente a 5 stelle, quindi perfette per chi intende usufruire del Superbonus 110%. Con caldaia a 5 stelle si intende una tipologia di caldaia a condensazione con rendimento superiore alle caldaie 4 stelle, il massimo riconosciuto in base al D.P.R. 15 novembre 1996, n.660. Le caldaie vengono infatti catalogate in 4 livelli di rendimento con diverse efficienze, dove il livello 1 è il più basso e il 4 il più alto. Le caldaie a 5 stelle superano di gran lunga il rendimento delle comuni caldaie a 4 stelle con conseguenti basse emissioni di Nox (ossidi di azoto). I vantaggi di una caldaia a 5 stelle Green Puros? Basse emissioni di inquinanti e capacità di risparmio notevole per l’acquirente.

stufe a pellet

Stufe a pellet a camera stagna

stufe a pellet

Scopri l’utilità delle stufe a pellet e delle stufe a camera stagna

Le stufe a pellet rappresentano sempre di più una scelta di riscaldamento consapevole sia per la loro efficienza nel riscaldamento, sia per i numerosi vantaggi a livello funzionale di gestione che per il basso impatto sull’ambiente. Come in ogni settore anche qui la continua ricerca ha portato a nuove soluzioni e sviluppi nel campo della progettazione delle stufe, che sono tecnologicamente sempre più avanzate, adatte ad essere inserite in qualunque ambiente ed in grado di soddisfare qualunque tipo di esigenza del cliente. Anche la stufa a pellet dunque si evolve, e possiamo trovare oggi in commercio quelle dotate di camera stagna ,ovvero stufe in cui sono ottimizzate le prestazioni nell’ambito della sicurezza, maggior rendimento e minore inquinamento, e che possono essere installate sulle abitazioni ecologiche e di nuova generazione anche in deroga ai regolamenti vigenti.

Vantaggi delle stufe a pellet e a camera stagna

I vantaggi di riscaldare la propria casa, o una stanza in particolare, con una stufa a pellet sono innumerevoli: a livello ambientale, utilizzando pellet certificato Enplus, enorme riduzione delle emissioni rispetto ai tradizionali combustibili fossili e non bisogna trascurare l’ulteriore impatto ambientale che questi ultimi hanno anche al momento dell’estrazione; grazie all’utilizzo di questo combustibile, poi, la stufa è davvero comoda da gestire, funziona infatti con accensione automatica e basterà quindi riempire il serbatoio di pellet e premere un pulsante per regolare la temperatura desiderata, sono inoltre economicamente convenienti, in quanto il pellet si acquista in sacchi (solitamente da 15 kg) e anche se in base alla sua qualità può variare la resa in termini di calore e velocità di combustione, solitamente una ricarica di serbatoio basta per un paio di giorni. Rispetto alla legna il pellet è un materiale molto più comodo da utilizzare, perché essendo secco e quasi del tutto privo di umidità, non richiede accensioni complicate e, soprattutto a livello di sicurezza, una volta acceso il fuoco non c’è bisogno di controllarlo né di riattizzarlo. Per quanto riguarda la manutenzione queste stufe non richiedono nulla di complicato, perché non formandosi cenere o braci, i pochi residui che rimangono andranno aspirati circa una volta alla settimana. Relativamente ai consumi sono molto convenienti proprio perché, a pari quantità di pellet rispetto alla legna, si produce calore più rapidamente e per molto più tempo, e non per ultimo bisogna ricordare le detrazioni fiscali del 50% (Ecobonus) per la riqualificazione energetica. Con la stufa a camera stagna, oltre ai vantaggi sopra citati, si risolvono anche quei problemi legati a determinati ambienti che non godono di prese d’aria. Una stufa a pellet normale infatti preleva l’aria per la combustione dall’ambiente in cui si trova, quindi ha bisogno di prese d’aria, mentre quelle a camera stagna prelevano l’ossigeno direttamente dall’esterno mediante un tubo di collegamento diretto ed è connessa alla canna fumaria con un canale ermetico per lo scarico dei fumi. Le stufe a pellet con camera stagna possono essere collocate in qualunque ambiente in modo totalmente sicuro, come ad esempio monolocali o camere da letto, anche perché in caso di spegnimento improvviso i fumi di combustione restano imprigionati all’interno della stufa che è totalmente ermetica.

Scegliere la stufa più adatta alle proprie esigenze

È facile intuire dunque come le stufe a pellet, sia a camera stagna che normali, siano comunque una scelta eticamente corretta, economicamente conveniente e di grande rendimento in termini di calore e comodità d’uso. Tutto sta nello scegliere quella più adatta al proprio ambiente in base alle diverse esigenze, e viste le numerose tipologie in commercio è sicuramente opportuno rivolgersi a società esperte in grado di spiegarvi e consigliarvi il prodotto più adatto a voi.     Green Puros, azienda italiana, nell’ambiente del riscaldamento da più di 40 anni, si occupa della progettazione e realizzazione di stufe, termostufe e caldaie a pellet ed è impegnata da sempre nella salvaguardia dell’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile a biomassa vegetale. Disponiamo di una vasta gamma di stufe dalle diverse caratteristiche. Siamo a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni di cui avete bisogno e per aiutarvi nella scelta e nella gestione delle vostre stufe a pellet. Non esitate a visitare il nostro sito www.greenpuros.com o ad inviarci un email all’indirizzo info@greenpuros.com per qualunque informazione, assistenza o preventivo.

Stufe a pellet: scaldarsi in modo sostenibile

Le stufe a pellet: il sistema migliore per scaldarsi rispettando l’ambiente

Utilizzare una stufa a pellet per scaldare la propria abitazione significa contenere i costi di riscaldamento compiendo consapevolmente una scelta di sostenibilità ambientale a favore di tutto l’ecosistema. E’ stato dimostrato e calcolato che le emissioni di CO2 ottenute impiegando stufe e termostufe a pellet sono molto più basse (irrisorie) rispetto a quelle prodotte dai gas naturali e dal Gpl, a questo va aggiunto l’impatto ambientale dovuto all’estrazione dei combustibili fossili; al contrario, l’impiego di pellet certificati garantisce, oltre alla minore emissione di CO2 ed NOX, una gestione forestale sostenibile con forte attenzione alla salvaguardia delle aree boschive.

La certificazione della filiera

A fronte dei dati riportati da studi sulle immissioni nell’atmosfera di CO2, abbiamo quindi constatato che i pellet ne generano in media 30 kg rispetto ai 250 Kg dei gas naturali e i 270 kg del Gpl. Ma come dicevamo, per garantire che anche i pellet siano realmente una scelta a favore dell’ambiente e dell’economia sociale, è necessario che tutta la filiera che va dal legno all’energia sia controllata e certificata. Quindi oltre alla corretta installazione dell’impianto, anche il pellet da ardere deve avere garanzie di qualità, e l’unica certificazione oggi riconosciuta a livello internazionale è quella di Enplus, che garantisce il suo controllo in tutte le fasi di produzione: dalla reperibilità della materia prima fino al consumatore finale. È necessario dunque controllare che sui sacchi di pellet acquistato vi sia questo marchio per essere certi di avere un prodotto naturale e non nocivo per l’ambiente. Un pellet è considerato idoneo se proviene da una gestione forestale sostenibile, in cui viene preservata e mantenuta la biodiversità, produttività e capacità di rinnovamento e vitalità della foresta stessa. Anche le stufe sono sottoposte a controlli, e vengono classificate in base alle loro caratteristiche e capacità di sfruttare in modo adeguato queste biomasse legnose. Le stufe, termostufe e le caldaie a pellet sono classificate anche tramite una certificazione, definita dal D.M. 186 del 07.11.2017, che va da 2 a 5 stelle. Questa certificazione tiene conto di alcuni parametri fondamentali che sono il rendimento; le emissioni di particolato primario (PP); gli ossidi di azoto (NOx); i composti organici totali (COT) ed il monossido di carbonio (CO).

Vantaggi delle stufe a pellet per l’ambiente

Dunque le stufe a pellet hanno realmente un valore ecologico importante, con il loro utilizzo e con la garanzia di certificazione secondo le normative vigenti che permettono la riduzione delle emissioni di CO2 e di polveri sottili nell’atmosfera.

Green Puros, nell’ambiente del riscaldamento da più di 40 anni, si occupa della progettazione e realizzazione di stufe, termostufe e caldaie a pellet e da sempre è impegnata nella salvaguardia dell’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile a biomassa vegetale. Per maggiori informazioni o per ricevere un supporto nell’acquisto della vostra stufa, non esitate a visitare il nostro sito www.greenpuros.com o ad inviarci un email all’indirizzo info@greenpuros.com.

Cos’è il pellet?

Tutto quello che c’è da sapere sul pellet: come e perché utilizzarlo

Il pellet è un combustibile 100% naturale ricavato dalla lavorazione degli scarti del legno, che vengono ridotti in segatura, poi essiccati e infine pressati in piccoli cilindri. La segatura del legno (categoricamente di legno non trattato) viene quindi sottoposta ad un processo di compressione in cui la lignina, una sostanza presente nelle piante legnose, permette di compattarla senza aggiungere collanti o sostanze chimiche per realizzare cosi un prodotto ecologico e non nocivo per l’ambiente.

Caratteristiche e vantaggi del pellet

Caratteristiche e vantaggi del pelletSi sente sempre più spesso parlare di stufe a pellet e dei vantaggi di questo combustibile, sia per quanto riguarda l’ambiente che per la sua efficienza nel riscaldamento. Prima di tutto, come dicevamo, è un prodotto del tutto naturale che non incide negativamente né nell’atmosfera né sulle foreste, in quanto deve provenire solo da piani di gestione forestale controllata. Il pellet, solo se è certificato Enplus e utilizzato all’interno di stufe certificate limita al massimo le emissioni di polveri sottili e nocive nell’atmosfera. A livello di efficienza, un altro grande vantaggio è che genera una grandissima quantità di calore per più tempo, si possono programmare le fasi di accensione, di spegnimento e di regolazione della temperatura e della ventilazione, ottimizzando cosi i consumi. Il pellet, a parità di peso, brucia molto più a lungo e produce meno scarto (cenere e polveri sottili) rispetto alla più comune legna e riscalda gli ambienti in modo rapido ed efficiente. Un altro vantaggio è il fattore umidità, di cui il pellet è quasi totalmente privo, quindi la combustione è pulita e completa, le canne fumarie si sporcano meno, il residuo di ceneri è minimo rispetto alle stufe a legna e l’efficienza mediamente più alta. La scelta di un prodotto a pellet costituisce anche una soluzione molto più comoda rispetto ad una stufa a legna: questo combustibile infatti viene venduto in sacchetti da 15 kg e ne permette una più facile movimentazione. Si risolve l’inconveniente di dover trasportare la legna pesante, non c’è bisogno poi di raccogliere, trasportare e tagliare la legna oppure di stagionarla; non c’è il rischio di infestazioni di insetti; niente ceneri e braci incandescenti da smaltire e niente diavolina per attizzare il fuoco, non occorre inoltre controllare periodicamente l’andamento della combustione e si risolve un problema come quello della pulizia della canna fumaria (che va comunque ispezionata almeno una volta all’anno prima dell’inizio della stagione).

Pellet e garanzie di qualità

A fronte di tutti questi vantaggi, il pellet è sicuramente un prodotto efficiente e soprattutto amico dell’ambiente, ma per essere certi il consiglio è sempre quello di controllarne la provenienza e che sia riportato sul sacco il marchio Enplus. Ricordiamo inoltre che per incentivare l’uso di queste stufe a pellet è prevista una detrazione fiscale del 50% ed il Conto Termico 2.0 fino al 65%, e quindi rappresenta anche un grande vantaggio a livello economico.

Green Puros, azienda italiana, nell’ambiente del riscaldamento da più di 40 anni, si occupa della progettazione e realizzazione di stufe, termostufe e caldaie a pellet ed è impegnata da sempre nella salvaguardia dell’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile a biomassa vegetale. Disponiamo di una vasta gamma di stufe dalle diverse caratteristiche. Siamo a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni di cui avete bisogno e per aiutarvi nella scelta e nella gestione delle vostre stufe a pellet. Non esitate a visitare il nostro sito www.greenpuros.com o ad inviarci un email all’indirizzo info@greenpuros.com per qualunque informazione, assistenza o preventivo.



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Come conservare il pellet

I nostri consigli per una corretta conservazione del pellet

I vantaggi di riscaldare la propria abitazione utilizzando una stufa a pellet sono sempre più conosciuti e consolidati dalla continua richiesta da parte dei clienti. Ma per utilizzare al meglio queste stufe e fare in modo che l’impatto sulla nostra economia e sull’ambiente siano davvero minimi, è necessario seguire alcuni accorgimenti utili nella gestione di questo combustibile ecosostenibile e dalle mille proprietà.

Il nemico numero uno del pellet: l’umidità

Come sappiamo il pellet è un combustibile ecologico densificato, di forma cilindrica, derivante da un processo industriale attraverso il quale la materia prima, principalmente trucioli e segatura ricavati dagli scarti di legno (provenienti dall’industria, dall’agricoltura, dalla coltivazione e pulizia dei boschi), viene trasformata in piccoli cilindri. La forma caratteristica del pellet infatti, viene mantenuta grazie all’effetto legante della lignina, naturalmente presente nel legno, che ne determina la compattezza senza quindi dover aggiungere nessun tipo di collante o additivo chimico. Una delle caratteristiche più importanti del pellet è la sua scarsa umidità che garantisce la sua massima efficienza in fase di combustione, quindi è di assoluta importanza conservarlo in ambienti in cui non sia presente umidità che possa rovinare le sue prestazioni. Quindi prima di tutto bisogna acquistare solo pellet di qualità e certificato, e in secondo luogo va tenuto lontano da ambienti umidi perché in quel caso tutti i suoi vantaggi e tutte le sue prestazioni verrebbero meno: l’umidità infatti fa espandere i cilindri vanificando il ruolo della lignina che lo rende così compatto, e tornando quasi allo stato iniziale di segatura produrrebbe meno calore.

Conservazione e stoccaggio

A fronte di quanto sopra detto, sarà necessario quindi scegliere un luogo secco, ventilato e ben riparato. I pellet sono conservati in sacchi di plastica termosaldati, quindi potrete conservarli anche nel box auto o nel ripostiglio, purché questi ambienti non presentino muffe e seguendo alcuni accorgimenti come: non collocarli mai per terra o appoggiarli al muro, meglio infatti accatastarli uno sopra l’altro su pedane rialzate e separarli dal muro utilizzando delle lastre di polistirolo che vi aiutino a isolarli. Prima dell’uso, piuttosto che passare il pellet dalla cantina alla stufa, escogitate uno step intermedio, e se ne avete la possibilità collocate un grosso baule in legno o una cassapanca nei pressi della stufa dove versare il pellet, che in questo modo avrà la possibilità di cedere all’ambiente esterno un po’ dell’umidità accumulata arrivando nella camera di combustione della stufa più asciutto e riscaldato.

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Stufe a pellet e innovazione tecnologica

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Stufe a pellet: le stufe tecnologicamente avanzate per un ambiente sano

È sempre più concreto l’impegno ed il contributo che le aziende, di vari settori, impiegano nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni che permettano di ottenere servizi e prestazioni efficienti, e che allo stesso tempo siano attente alla crisi ambientale sempre più preoccupante. Nel mondo del riscaldamento sono numerose le innovazioni che ci hanno permesso negli anni di poter riscaldare le nostre abitazioni in modo sempre più efficiente, economico e sicuro, ed è questo il caso delle stufe a pellet e dei grandi passi in avanti fatti fino ad oggi.

Stufe tecnologiche per un riscaldamento sicuro

Le stufe a pellet rappresentano una innovazione, nell’ambito del riscaldamento, piu’ di quanto si possa pensare; una stufa a pellet, infatti, oltre ad avere un design sempre più rifinito e curato, racchiude in se’ tecnologie e soluzioni che contemporaneamente sono volte sia a creare un ambiente confortevole in cui vivere, sia a tutelare e non gravare sull’ecosistema. Il pellet è un combustibile naturale ed ecologico proveniente dagli scarti del legno, che oltre a permettere il suo riciclo, usa le proprietà del legno stesso come la lignina, per mantenere una forma cilindrica compatta senza l’aggiunta di agenti chimici o collanti. L’utilizzo di questo combustibile è stato sicuramente il primo passo in avanti nell’ambito di un riscaldamento ecosostenibile, sia per le sue capacità di creare moltissimo calore per molto tempo facendo economia sui consumi, sia perché il suo utilizzo, all’interno di stufe di ultima generazione, permette di non immettere fumi e polveri sottili nell’ambiente, se non in percentuale bassissima. Le stufe a pellet sono diventate negli anni dei veri e propri complementi d’arredo, dotati di tecnologie avanzatissime che permettono di gestire il riscaldamento in modo sicuro, facile ed intelligente. Dalla camera stagna in cui avviene la combustione e che la rende ermetica e adatta ad ogni stanza, ai comandi touch elettronici su display che permettono di programmare l’accensione, la regolazione di temperatura e lo spegnimento, o addirittura farlo a distanza da App sul cellulare. Anche la manutenzione viene resa minima grazie a vetri autopulenti, o ancora bracieri in acciaio inox che permettono di ottimizzare la combustione e ridurre le emissioni, fino poi ai vari sistemi di sicurezza che intervengono in qualsiasi caso di imprevisto. In poche parole, tutti quelli che fino ad oggi erano considerati problemi cui tener conto, sono stati risolti con queste stufe che rispondono alle più svariate esigenze.

Tecnologia, riscaldamento e garanzie di qualità

Proprio per le infinite caratteristiche e funzioni di queste stufe, prima di acquistarne una è bene rivolgersi a società esperte in grado di indirizzarvi nel prodotto più efficiente in base alle vostre esigenze, così da poter sfruttare a pieno le loro funzionalità.

Green Puros, azienda italiana, nell’ambiente del riscaldamento da più di 40 anni, si occupa della progettazione e realizzazione di stufe, termostufe e caldaie a pellet ed è impegnata da sempre nella salvaguardia dell’ambiente attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile a biomassa vegetale. Disponiamo di una vasta gamma di stufe dalle diverse caratteristiche. Siamo a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni di cui avete bisogno e per aiutarvi nella scelta e nella gestione delle vostre stufe a pellet. Non esitate a visitare il nostro sito www.greenpuros.com o ad inviarci un email all’indirizzo info@greenpuros.com per qualunque informazione, assistenza o preventivo.