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dove posizionare la stufa a pellet

Dove posizionare la stufa a pellet

Dove posizionare la stufa a pellet

Dove posizionare la stufa a pellet all’interno della propria abitazione o del luogo dove si lavora? Ci sono regole da seguire? Certo che sì. Oltre a questo, è bene chiarire fin dall’inizio come la posizione possa variare di casa in casa e di ufficio in ufficio. Non è detto che se il collega, l’amica o la parente l’hanno posizionata in un determinato angolo, la stufa debba avere la stessa collocazione in tutte le case. Le esigenze di ciascuno sono diverse, così come sono diversi gli immobili. Non si può creare, in ambienti diversi, lo stesso spazio per la canna fumaria o non si possono installare, in tutti gli angoli, veri e propri sistemi di tubi canalizzati per riscaldare più ambienti utilizzando i termosifoni preesistenti e collegando il tutto.

Dove posizionare la stufa a pellet: a chi chiedere la location ideale?

Esiste una location ideale dove posizionare la stufa a pellet? Sì e no. Occorre fare una distinzione importante. Ogni casa ha il suo posto ideale, quello in cui la stufa si sposa al meglio con l’arredamento, ma soprattutto dove vi è lo spazio necessario per inserire la stufa rispettando tutti i parametri stabiliti dalla legge e dove si possono eseguire tutti i vari attacchi senza dover far passare tubi per tutta casa compiendo giri immensi.

Per sapere dove posizionare una stufa a pellet occorre sempre far riferimento ad un tecnico altamente qualificato e specializzato. Nonostante ciò, è comunque bene conoscere tutti gli elementi coinvolti in questo processo così delicato.

Le valutazioni da fare per posizionare la stufa a pellet

Dove mettere la stufa a pellet all’interno della propria abitazione? Per scegliere il luogo migliore occorre compiere alcune valutazioni che riguardano:

  • la conformazione dell’ambiente
  • la presenza di camini o canne fumarie
  • la posizione della presa elettrica più vicina
  • la presenza di un foro nella parete per la presa d’aria
  • la possibilità di avere un appoggio ignifugo
  • la necessità di collegare la stufa ai termosifoni

Le regole da rispettare durante l’installazione

Sarà ovviamente il tecnico che si occupa dell’installazione della stufa a pellet a controllare tutte le norme vigenti e a rispettarle correttamente, ma occorre sapere che:

  • la stufa a pellet deve essere posizionata in una stanza grande almeno 6 metri quadri;
  • occorre mantenere una distanza minima dagli altri elementi d’arredo;
  • serve una distanza di circa 5 cm tra la stufa e il muro e di 25 cm da altri materiali o mobili;
  • è necessario rispettare lo spazio di sicurezza sulla parte superiore di 40 cm ed evitare che vi siano tende nelle vicinanze;
  • va controllata la presenza di camini o di una canna fumaria;
  • la canna fumaria deve arrivare fino al tetto secondo la norma UNI 10683 del 2012 (norma che regola il sistema normativo sull’installazione delle stufe a pellet).

Posizione e tipologia di stufa: i parametri

Quali sono i parametri che possono influenzare la scelta del posto dove sistemare la stufa a pellet? Senza ogni ombra di dubbio la tipologia di stufa e di conseguenza la necessità di riscaldare o meno l’acqua calda.

Le stufe a pellet idro si differenziano dalle stufe a pellet ad aria perché vengono usate anche per riscaldare acqua calda sanitaria.

Le termostufe servono a riscaldare i termosifoni, ed eventualmente possono essere anche utilizzate per riscaldare l’acqua calda sanitaria.

Bisogna quindi valutare il loro posizionamento e il collegamento al collettore per una distribuzione omogenea in tutti i radiatori.

Dove posizionare la stufa a pellet: altri consigli utili

Ci sono altri consigli utili, altre cose da sapere su dove posizionare la stufa a pellet? Il primo consiglio riguarda il fatto di metterla il più possibile vicina allo spazio che si desidera riscaldare, ma mai nelle camere da letto.

Si può infine scegliere la vicinanza con una scala oppure con una parete esterna per poter percorrere meno strada con i tubi di scarico.

 

Vuoi installare la tua stufa a pellet? Contattaci subito e uno dei nostri tecnici professionisti si recherà a casa tua per un primo sopralluogo e per scegliere il posto ideale alle tue necessità ed esigenze!

Come pulire una stufa a pellet

Come pulire una stufa a pellet a fine stagione?

Come pulire una stufa a pellet a fine stagione? Con l’arrivo dei primi caldi – o meglio, con le temperature che diventano più miti, i dispositivi per il riscaldamento domestico risultano non essere più necessari all’interno delle varie abitazioni. Si tende così a usarli sempre meno prima di spegnerli completamente e di mandarli in ‘vacanza’. Occorre però effettuare, prima dei lunghi mesi di non utilizzo, un’operazione di pulizia profonda e di verifica di tutti i componenti, operazione, questa, che risulta necessarie e indispensabile se si vuole che tale mezzo di riscaldamento duri a lungo nel tempo. Solo così, oltretutto, in occasione dell’accensione all’arrivo dei primi freddi, il riscaldamento potrà tornare ad essere utilizzato senza alcun problema.

Manutenzione straordinaria della stufa a pellet: l’importanza di svolgere tale operazione

Prima ancora di capire come pulire una stufa a pellet occorre capire l’importanza del perché farlo. Si tratta di una operazione davvero importante da effettuare almeno una volta l’anno o meglio ogni volta che si spegne la stufa e la si lascia in pausa per i mesi estivi in cui non occorre riscaldare l’ambiente in cui si vive o lavora. Le motivazioni che spingono a svolgere la manutenzione straordinaria della stufa riguardano soprattutto la possibilità di:

  • prolungarne la durata;
  • effettuare i dovuti controlli sulle varie componenti andando a riparare guasti e a prevenire le varie rotture;
  • migliorare le prestazioni.

Ricordiamo che la manutenzione della stufa a pellet rientra nelle pulizie straordinarie e deve quindi essere eseguita da un tecnico specializzato!

Come pulire una stufa a pellet dopo l’inverno?

Quindi: come pulire una stufa a pellet? Dopo il lungo inverno, dopo i lunghi mesi in cui la stufa ha tenuto al caldo tutti gli ambienti desiderati, dobbiamo ricordarci di:

  1. Pulire il braciere e il cassetto cenere (pulizia ordinaria). Occorre rimuovere accuratamente tutta la cenere presente nel cassetto, sul braciere, lungo i bordi e lungo le guarnizioni. Durante questo primo step bisogna prestare la massima attenzione affinché nulla venga disperso nell’ambiente.
  2. Svuotare il serbatoio pellet (pulizia ordinaria). Gli esperti consigliano di lasciare, per i mesi estivi, il serbatoio completamente vuoto. Il motivo? Il pellet potrebbe generare segatura o ancor peggio gonfiarsi a causa dell’umidità.
  3. Pulire il condotto della cenere (pulizia straordinaria) – Intervenendo sul condotto della cenere, il tecnico elimina la fuliggine che potrebbe ostruire il passaggio della cenere.
  4. Pulire la camera di combustione (pulizia straordinaria) – La pulizia della camera di combustione deve essere sempre eseguita da un tecnico con le competenze necessarie a intervenire nelle pareti interne.
  5. Pulire la canna fumaria (pulizia straordinaria) – Anche in questo caso è necessario l’intervento di un tecnico abilitato e attrezzato per operare nel rispetto delle indicazioni contenute nella normativa di legge UNI 10683.

Rimane importante eliminare oltretutto anche lo sporco esterno. Basta servirsi di un panno, ed evitiamo invece le spugne abrasive! Si rischia, utilizzandole, di rovinare la vernice che ricopre la stufa a pellet e che la rende un oggetto di arredamento e design capace di dare maggior personalità all’ambiente e un tocco di classe e modernità a tutta la stanza.

Manutenzione ordinaria vs manutenzione straordinaria: come pulire le varie componenti

Come si può evincere dai 5 passaggi elencati poco sopra la manutenzione straordinaria della stufa a pellet è più accurata e precisa e riguarda tutte le componenti. Si differenzia, per questo motivo, dalla manutenzione ordinaria della stufa a pellet che viene eseguita di giorno in giorno durante il suo utilizzo e che riguarda il cassetto delle ceneri e quello del pellet, ma non comprende la canna fumaria e i vari condotti. Per quanto riguarda la pulizia della canna fumaria, il consiglio è di lasciare tale operazione ad un tecnico qualificato.

 

Vuoi prenotare l’intervento di uno dei nostri tecnici per la manutenzione straordinaria della stufa a pellet dopo lo spegnimento? Contattaci ora per prendere accordi secondo le tue esigenze.

bonus stufe a pellet 2022

Bonus stufe a pellet 2022 requisiti e incentivi: ecco come risparmiare

Che cos’è il bonus stufe a pellet 2022? Quali sono i requisiti che occorrono per accedervi e quali gli incentivi previsti dallo Stato? Ecco una mini guida su come risparmiare nel riscaldamento della propria casa o dell’ambiente in cui si lavora ed avere comunque il massimo del comfort. Tra bonus ristrutturazione, ecobonus, sconto in fattura, cessione del credito, ma anche superbonus 110% è davvero difficile orientarsi e comprendere quali possano essere i vantaggi maggiori di cui si può usufruire! Per questo motivo occorre fare il punto della situazione in modo che ogni contribuente sappia poi come muoversi tra i vari meandri della burocrazia presentando la giusta documentazione.

Bonus stufe a pellet 2022: le varie opportunità in vigore

Quanti e quali bonus stufe a pellet 2022 vi sono? In realtà non possiamo parlare di vero e proprio bonus stufe a pellet ma piuttosto, come già accennato, di:

  • Bonus ristrutturazione al 50%
  • Ecobonus al 65%
  • Superbonus al 110%

All’interno di queste agevolazioni fiscali stabilite dal Governo, vi è l’opportunità per tutti i contribuenti di montare nel proprio appartamento o nel proprio posto di lavoro una stufa a pellet godendo di un’importante detrazione fiscale oppure di uno sconto immediato in fattura, oltre che della possibilità della cessione del credito.

Va comunque sottolineato come scegliere di riscaldare i propri ambienti con una stufa a pellet sia già di per sé una scelta orientata a massimizzare il risparmio. Il pellet è uno dei combustibili più economici che vi siano e soprattutto anche uno dei più ecologici, tanto che grazie alle stufe a pellet si rispetta maggiormente anche l’ambiente.

Bonus stufe a pellet 2022, tra 50% e 65%: cosa cambia tra ristrutturazione ed ecobonus

Iniziamo a prendere in esame le possibilità offerte dal Governo per il bonus stufe a pellet 2022. In primis vi è il classico bonus ristrutturazione al 50%. Cosa significa? La spesa per l’installazione di una stufa a pellet può essere inserita all’interno dei lavori manutenzione straordinaria quali:

  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

Tali lavoro devono essere effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze. Con un tetto massimo di spesa di 96 mila euro si può portare in detrazione il 50% delle spese sostenute che viene spalmato in 10 anni all’interno della propria dichiarazione dei redditi. Per poter aver diritto a tale agevolazione occorre presentare, in fase di dichiarazione, le fatture delle spese sostenute e i bonifici parlanti con cui si sono effettuati tutti i pagamenti delle stesse.

Se invece non si effettuano lavori di ristrutturazione ma si acquista semplicemente una stufa a pellet si può godere dell’Ecobonus 65% ma vi deve essere il rispetto dei limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure dalle delibere regionali e vi deve essere l’utilizzo di biomasse combustibili ammissibili. L’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile è pari a €30000.

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Superbonus 110%: come acquistare una stufa a pellet nel 2022

L’acquisto e l’installazione di una stufa a pellet, purché avvenga contemporaneamente ad altri lavori, può essere inserito tra le varie spese effettuate all’interno del Superbonus 110% per il quale si può usufruire dello sconto in fattura o anche della cessione del credito.

I lavori si dividono in trainanti e trainati e per aver diritto all’agevolazione occorre effettuare in primis lavori appartenenti alla categoria di quelli trainanti e soprattutto migliorare la classe energetica della propria abitazione, facendo un salto in avanti di ben due classi.

Tra i lavori trainanti vi sono:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25%;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici.

 

Vuoi usufruire del bonus stufe a pellet 2022? Contattaci subito e ti guideremo passo dopo passo sia nell’acquisto che nella raccolta della documentazione che ti occorre per le varie agevolazioni.

quando scade il bonus 110

Quando scade il bonus 110? E quando è entrato in vigore?

Quando scade il bonus 110? Proprio in questo periodo l’argomento è tornato ad essere fonte di grande dibattito. I politici, infatti, stanno discutendo in merito ad una eventuale proroga dell’importante agevolazione fiscale che interessa molti proprietari di immobili. Per avere notizie certe si dovrà attendere la conferma ufficiale nel testo del DDL di Bilancio per il 2022, che dovrebbe approdare sul tavolo del CdM nelle prossime settimane. Nonostante questo, da quanto trapelato, pare che le intenzioni del Governo siano di prorogare la scadenza del Superbonus 110%. Fino a quando? Quanto tempo verrà concesso ai proprietari per ristrutturare le proprie abitazioni in modo da migliorare, di ben due classi, l’efficientamento energetico?

Quando scade il bonus 110%? La proposta di proroga

La scadenza del bonus 110% per il momento è ancora, soprattutto per i condomìni, fissata al 31 dicembre 2022 a prescindere dallo stato di avanzamento dei lavori.  Al contrario, per gli edifici di edilizia popolare il termine ultimo coincide con la del 30 giugno 2023 o al 31 dicembre 2023 se entro il 30 giugno 2023 è stato realizzato più del 60% dei lavori pianificati.

La nuova proposta al vaglio del Governo prevede una proroga totale per condomini ed edifici di edilizia popolare, senza alcuna condizione, fino al prossimo 31 dicembre 2023. Si vocifera che sicuramente il bonus potrà proseguire fino al 2025, ma verranno apportante importanti modifiche riguardanti proprio la percentuale di detrazione. Chi non approfitta ora della vantaggiosa possibilità, decidendo di fare i lavori nei prossimi anni, rischierà, stando a quanto trapelato, di perdere un buon 40% rispetto a chi sta ristrutturando la sua abitazione in questo periodo.

Quali sono, invece, le scadenze per gli altri edifici? Per quelli unifamiliari e per quelli fino a 4 unità immobiliari il termine massimo rimane, ad oggi, quello del 30 giugno 2022. Non vi sono proroghe in vista. Restano ancora escluse dalla possibilità di fruire di questa agevolazione, almeno per ora, le villette.

Leggi anche >> Bonus 110 seconde case: tutte le informazioni utili

Dal 110% al 70% il bonus non sparisce, ma si modifica

Che ne sarà dopo la scadenza del bonus 110%? L’agevolazione fiscale è destinata a scomparire completamente. Pare proprio di no. L’idea del Governo guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi sarebbe quella di abbassare la detrazione fiscale portandola al 70%.

Per avere maggiori informazioni occorrerà attendere ancora un po’ e scoprire quali saranno le nuove decisione prese per il futuro. Non si sa ancora, pertanto, se a cambiare sarà solo la percentuale di detrazione o se saranno anche i lavori  da effettuare per averne diritto o le tipologie di immobili che potranno essere ristrutturate.

Bonus 110% quando è entrato in vigore?

Il Superbonus del 110% è stato introdotto dal Decreto Rilancio che ha elevato per l’appunto al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi in ambito:

  1. di efficienza energetica
  2. di interventi antisismici
  3. di installazione di impianti fotovoltaici
  4. di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici

La detrazione in origine spettava per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, ma per effetto di successive modifiche normative vi sono state diverse proroghe.

Se le date entro cui poter fare i lavori sono cambiate nel tempo, a essere sempre rimaste uguali sono state le tipologie di interventi che danno diritto all’agevolazione fiscale. Gli interventi sono stati suddivisi in trainanti e trainati con l’obbligo, prima di effettuare quelli della seconda categoria, di fare almeno uno di quelli appartenenti alla prima.

Interventi trainanti sono quelli di:

  • isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Fra quelli trainati vi sono:

  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche

Leggi anche >> Superbonus 110 a chi spetta

superbonus 110 elementi trainanti

Superbonus 110, quali sono gli elementi trainanti?

Se parliamo di Superbonus 110, quali sono gli elementi trainanti? Quali lavori, cioè, permettono di usufruire dell’importante agevolazione fiscale per ristrutturare la propria abitazione? Tenendo ben a mente che per aver diritto al 110% occorre che l’immobile migliori di ben due classi energetiche, possiamo passare a controllare cosa dice la norma in merito alle tipologie di intervento.

I lavori sono stati suddivisi in due macro categorie:

  1. interventi trainanti, ovvero quelli che accedono direttamente alla detrazione fiscale del 110%;
  2. interventi trainati, ovvero quelli che possono accedere al bonus 110% solo se realizzati congiuntamente ad uno dei lavori appartenenti alla prima tipologia.

Superbonus 110%: gli interventi trainanti

Quali lavori sono annoverati fra quelli trainanti? Secondo quanto riportato dall’Agenzia dell’Entrate vi sono dentro questa macro categoria ben tre tipologie di interventi trainanti. Quali?

  • l’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25%;
  • interventi sulle parti comuni per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.

Così non è ancora chiaro quali lavori possano essere svolti e quali no.

Quando si parla di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti si fa riferimento alla possibilità di installare impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Stufe, inserti e caldaie a pellet danno diritto alla detrazione Superbonus 110%?

Parlando di impianti di riscaldamento e di fornitura di acqua calda sanitaria una domanda sorge quasi spontanea. L’installazione di stufe, inserti e caldaie a pellet da diritto al Superbonus 110%? Certo che sì, a patto che soddisfino alcuni requisiti in termini di certificazioni e miglioramento energetico dell’edificio. Con la circolare n.30 del 22 dicembre 2020, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha messo in chiaro come anche le stufe a pellet siano considerate a tutti gli effetti impianti di riscaldamento e pertanto possono far accedere all’importante agevolazione fiscale.

Fra gli interventi trainanti si può decidere di installare una delle caldaie a biomasse a 5 stelle. L’importante che il tutto venga eseguito: in aree non metanizzate e in Comuni non sottoposti alla procedura di infrazione per il superamento dei limiti di emissione.

Leggi anche: Superbonus 110, Guida Pratica

Fra gli interventi trainati, inoltre, si può optare comunque per l’installazione di una moderna stufa a pellet di classe 5 stelle, oppure per la sostituzione di un vecchio generatore a pellet con una stufa o caldaia da 4 stelle in su.

Fra le caratteristiche che deve avere la stufa a pellet vi è quella di regalare a chi la installa un’alta efficienza garantendo emissioni minime in atmosfera.

Interventi trainati: quali sono?

Quali sono al contrario gli interventi trainati? Ecco alcuni esempi dei lavori inseriti nella lista di quelli che, se eseguiti contestualmente a uno trainante, danno diritto al Superbonus 110%. Fra di essi vi sono:

  • interventi di efficientamento energetico dell’ecobonus
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su determinati edifici;
  • installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati
  • interventi di abbattimento di barriere architettoniche
  • acquisto e la posa in opera delle schermature solari;
  • acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti

Grazie a queste agevolazioni è possibile risparmiare sui costi degli interventi, ma anche sui costi dei consumi in ottica futura. Scegliendo un fornitore adatto alle proprie esigenze di utilizzo, i costi delle bollette saranno nettamente inferiori. Inoltre questi lavori risultano un reale beneficio per l’ambiente, per il quale è invece importante stipulare tariffe Green.  Salvaguardare l’ambiente è una priorità per tutti. Ed oltre che essere un bene per l’umanità, è anche un bene per le tasche! Molti fornitori per questo hanno deciso di proporre offerte vantaggiose che mirano alla salvaguardia dell’ambiente.Quindi è importante scegliere tariffe che ti facciano risparmiare sia a livello di costi che di sprechi energetici. Per questo se stai traslocando e devi effettuare una voltura, un subentro o un allaccio delle utenze, puoi scegliere un fornitore che sia in in linea con le tue esigenze di consumo.E’ utile ricordare che  tra Gli interventi legati all‘ecobonus 2021 sono inclusi anche sistemi di building automation (sistemi che possono essere controllati in maniera “intelligente”, anche da remoto, semplicemente avendo una buona connessione internet. Attivabile in un uno dei punti vendita degli operatori telefonici.

Come richiedere il 110% durante l’acquisto di una stufa a pellet?

Ora che è più chiaro quali sono i lavori trainanti e quali quelli trainati, ma anche le possibilità che si hanno scegliendo una stufa a pellet, non rimane che focalizzare la propria attenzione su come richiedere il 110% e come muoversi durante l’acquisto e l’installazione di uno dei modelli presenti sul mercato.

Per aver diritto alla detrazione è necessario:

  1. rivolgersi a un tecnico qualificato che possa rilasciare al contribuente il certificato indicante i requisiti tecnici e il relativo miglioramento termico ed energetico dell’abitazione (dall’APE all’ENEA)
  2. Pagare la fattura attraverso bonifico parlante che abbia il riferimento alla norma e il codice fiscale del beneficiario della detrazione.

Leggi anche: Superbonus 110, seconde case

superbonus 110% a chi spetta

Superbonus 110 a chi spetta?

Che cos’è il Superbonus 110 e a chi spetta? Se parliamo di 110% facciamo riferimento a una importante agevolazione fiscale per chi vuole ristrutturare la propria abitazione. Introdotto dal Decreto Rilancio, il Superbonus 110 permette ai cittadini di effettuare interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, attività di rifacimento o manutenzione di immobili ed edifici già esistenti ed usufruire di una detrazione fiscale, durante la dichiarazione dei redditi, pari al 110% su una serie di interventi. Quali? Fra quelli per cui spetta tale agevolazione vi sono:

  • interventi in ambito di efficienza energetica,
  • interventi antisismici,
  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici

Occorre fare una distinzione importante così come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Gli interventi sono stati divisi in due macro categorie. Da un lato quelli trainanti, dall’altro quelli trainati. Senza la presenza di uno dei lavori appartenenti alla prima categoria non si ha diritto ad effettuare, tramite il Superbonus, uno dei lavori appartenenti alla seconda categoria.

Tra i lavori trainanti vi sono:

  • il cappotto termico
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria

Fra quelli trainati, invece:

  • il montaggio di pannelli solari;
  • il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • gli interventi previsti dal vecchio ecobonus;
  • la realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle auto elettriche.

Da sottolineare, infine, anche la presenza di alcuni limiti importanti oltre ai tetti di spesa. Si ha diritto al bonus, infatti, solo se garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche, che va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato. Per gli interventi di adeguamento antisismico si ha diritto all’agevolazione solo se vi è il miglioramento di due classi di rischio.

A chi spetta il Superbonus 110%?

Quali soggetti possono richiedere il Superbonus 110? A chi spetta l’importante detrazione fiscale fruibile anche attraverso il credito di imposta o lo sconto in fattura a fronte di interventi di manutenzione, efficientamento energetico o ristrutturazione di immobili già posti in essere?

Nell’elenco stilato dall’Agenzia delle entrate vi sono sia le singole unità familiari che i condomini. Non possono usufruire del Superbonus, invece, le ville o le case di lusso con categoria catastale: A1, A8 e A9.

In generale possono usufruire della detrazione fiscale, dello sconto in fattura o della cessione del credito:

  • i condomini,
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP)
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa,
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche.

Chiunque abbia diritto ad usufruire del Superbonus 110 deve dimostrare di detenere l’immobile in base a un titolo idoneo. Un esempio?

  • Essere proprietario o nudo proprietario dell’immobile,
  • Avere un titolo di diritto reale di godimento come l’usufrutto (salvo permesso del proprietario)
  • Essere locatari o comodatari (salvo accordo tra le parti)
  • Essere familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile ristrutturato, a condizione che sostenga le spese e siano intestati a lui bonifici e fatture;
  • essere convivente more uxorio del proprietario dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato. Importante è che la convivenza sia iniziata prima dell’inizio dei lavori.

Leggi anche >> Bonus 110% seconde case: tutte le informazioni utili

Le scadenze: tutte le date del Superbonus 110%

Fino a quando si potrà usufruire del Superbonus? Secondo le ultime notizie sono giunte importanti proroghe alle scadenze precedentemente fissate grazie al via libera da parte dell’Ecofin al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

La scadenza è stata spostata al 30 giugno 2022 per i lavori da svolgere sugli immobili unifamiliari. Sarà, però, possibile ottenere un’ulteriore proroga di sei mesi qualora a fine giugno 2022 i lavori abbiano raggiunto almeno la quota del 60% del progetto totale.

Per i condomini la scadenza è invece quella del 31 dicembre 2022. Solo gli istituti autonomi case popolari e gli enti analoghi potranno invece usufruire dell’agevolazione fino al 30 giugno 2023 con possibile proroga al 31 dicembre 2023 così come avviene per gli immobili unifamiliari.

Leggi anche la nostra >> Guida completa al superbonus 110%

bonus 110% seconde case

Bonus 110% seconde case: tutte le informazioni utili

Chi ha diritto al bonus 110% seconde case? Cosa prevede la normativa che aiuterà l’Italia a far ripartire l’economia e render le case degli italiani più sicure ed ecologiche? Quando parliamo di bonus 110% secondo case o Superbonus 110% per le seconde case facciamo riferimento alla possibilità di usufruire di una detrazione fiscale del 110% – spalmata solamente su 5 anni e non 10 come accade per le altre ristrutturazioni – per le migliorie apportate a livello strutturale, antisismico ed energetico alla propria abitazione. Come? Nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati effettuati i lavori. Ci sono altre due possibilità offerte. La prima riguarda il fatto di poter ottenere lo sconto in fattura, l’altra, invece, quella di poter cedere il credito all’impresa che effettua i lavori, a banche o assicurazioni, ma anche ai grandi fornitori di energia elettrica.

La cosa più importante è che una delle clausole per poter usufruire del maxi incentivo dice che gli interventi apportati debbano migliorare la prestazione energetica di un edificio di almeno 2 classi energetiche o ne debbano ridurre, in egual modo, la classe di rischio sismico.

Come si fa a capire se vi sarà o meno un miglioramento di due classi come richiesto? Per prima cosa dobbiamo prima chiarire quali sono le seconde case che potrebbero aver diritto a tale agevolazione.

Bonus 110% seconde case: quali immobili possono usufruire dell’agevolazione?

Quando parliamo di seconda casa nell’ambito del bonus 110% facciamo riferimento a un’abitazione in cui non si abita principalmente o meglio ancora non si ha la residenza. La seconda casa può essere davvero un secondo immobile che si possiede all’interno dei vari comuni d’Italia, ma anche solo l’unico immobile di proprietà che viene annoverato come seconda casa ai fini fiscali.

L’importante, secondo quanto riportato sulla guida dell’Agenzia delle Entrate, è che ai fini della detrazione, chi sostiene le spese possieda l’immobile oggetto dei lavori anche attraverso contratti di locazione o di comodato.

Possono dunque usufruire del Bonus 110% per le seconde case:

  • Chi possiede una seconda casa oltre a quella in cui abita principalmente.
  • Chi possiede un’unica casa, che però è data in affitto.
  • Chi abita in una casa concessa tramite contratto di affitto o comodato ad uso gratuito.

Sono escluse dall’elenco:

  • villette unifamiliari per un massimo di due unità immobiliari
  • le abitazioni che fanno parte delle categorie: A/1; A/8 e A/9 ovvero castelli, palazzi di eminente pregio storico o artistico se non sono aperti al pubblico.
  • Esclusi anche gli immobili in cui viene esercita un’attività professionale.

Cosa accade, invece, agli immobili ad uso promiscuo? Il Bonus 110% viene dimezzato. Se si possiede una seconda casa adibita a B&B, ad esempio, la detrazione spetterà limitatamente al 50% delle spese sostenute.

Bonus 110%: gli interventi di risparmio energetico

Ora che abbiamo chiarito su quali immobili possono essere effettuati i lavori e soprattutto quali vengono considerati seconde case, occorre concentrarsi sugli interventi che danno diritto al bonus 110% seconde case. In primis non bisogna mai dimenticare che, pena la decadenza del beneficio, servirà attestare un miglioramento di ben due classi energetiche. Come?

A controllare tale miglioramento saranno i tecnici incaricati che effettueranno tutte le verifiche del caso e soprattutto compileranno i moduli richiesti.

Occorre, infatti, presentare: l’APE (attestato prestazione energetica) prima dell’inizio lavori per comprovare la classe energetica dell’edificio preesistente, a metà dell’opera e dopo la fine degli stessi.

Quali sono i lavori che rientrano nel risparmio energetico e che richiedono questi documenti?

L’Agenzia delle Entrate ha fatto una distinzione molto importante parlando di interventi:

  1. Trainanti (quelli più importanti)
  2. Trainati (presenti solo accompagnati da un intervento trainante)

Nella prima categoria vi sono:

  • lavori di isolamento termico effettuati sull’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie.
  • Lavori per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti ad alta prestazione energetica.
  • Lavori antisismici compresi nell’attuale Sismabonus

Fra gli interventi trainati, invece, vi sono:

  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di sistemi di accumulo integrati,
  • installazione di colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli elettrici
  • sostituzione di infissi, tetti, pavimento e schermature solari

Tralasciando gli interventi per migliorare di due classi di rischio, ci concentriamo sui lavori da effettuare per il risparmio energetico.

Occorre sottolineare come i lavori per un impianto di generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) vengano considerati un lavoro trainante e diano diritto alla possibilità di cambiare gli infissi ed eseguire altri lavori annoverati fra quelli trainati.

Non tutti i generatori a biomassa, però, danno diritto alla possibilità di usufruire del Bonus 110% seconde case. Occorre che siano:

  • installati in una zona non metanizzata e in un’unità familiare
  • certificati 5 stelle

A chi affidarsi? Scegliendo una caldaia Green Puros si può avere la certezza di un prodotto certificato a 5 stelle che può da diritto, senza alcun problema, al Superbonus 110%. Si tratta cioè di una caldaia a condensazione con rendimento superiore, con basse emissioni di inquinanti e alte capacità di risparmio.

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Superbonus 110% Guida completa e pratica

Il Superbonus 110% è un argomento ormai sulla bocca di tutti, ma sono moltissimi i punti interrogativi su questo tema. Molti si stanno domandando se le stufe a pellet e le termostufe a pellet accedano agli incentivi del Superbonus 110%: attraverso la nuova definizione normativa introdotta dal decreto legislativo 48/2020, questi apparecchi sono considerati “impianti di riscaldamento” e perciò possono sfruttare il superbonus. Tuttavia, sarà necessario ci sia un salto di almeno due classi energetiche dell’edificio dopo gli interventi. In questo articolo cercheremo di spiegare con chiarezza cos’è il Superbonus 110%, chi può usufruirne e da quando.

Cos’è il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è una detrazione discale del 110%, il che significa che la quota della quale è possibile richiedere la detrazione è superiore alla spesa sostenuta. Lo scopo messo in chiaro è duplice:

  • quello di fornire un incentivo incredibile all’efficientamento energetico degli edifici a scopo di residenza;
  • dare un aiuto economico concreto in un periodo economicamente difficile come quello post Covid19.

In particolare la normativa fa riferimento alle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con probabile estensione del periodo di tempo da un anno e mezzo a due anni.

La modalità principale con cui è possibile beneficiare del Superbonus 110% è quella di riportare nelle dichiarazioni dei redditi dei cinque anni successivi all’intervento in questione il 110% suddiviso in quote annuali di pari importo.

A chi è rivolto il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è rivolto a:

  • Istituti autonomi case popolari.
  • Persone fisiche su singole unità immobiliari.
  • Cooperative di abitazione.
  • Associazioni, società sportive e organizzazioni senza scopo di lucro.

Gli edifici residenziali che NON rientrano nel superbonus 110% sono le abitazioni di tipo signorile(A/1), ville(A/8) e castelli o palazzi di pregio artistico o storico (A/9).

Come ottenere il Superbonus 110%?

Riguardo i generatori a biomassa il Superbonus 110% si applica a due tipi di intervento:

  • Interventi trainanti.
  • Interventi trainati.

Andiamo con ordine e spieghiamo di cosa si tratta.

Gli interventi trinanti raggruppano:

  • Isolamento termico dell’involucro dell’edificio negli edifici unifamiliari, nelle unità immobiliari all’interno di edifici plirifamiliari e nei condomini.
  • Sostituzione dell’impianto di riscaldamento invernale presente nei condomini con un impianto centralizzato dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.
  • Cambio dell’impianto di riscaldamento invernale per edifici unifamiliari o nelle unità immobiliari presenti in edifici plurifamiliari con un impianto di riscaldamento dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. caldaie a biomassa (5 stelle)
  8. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.

Quando un generatore a biomasse è considerato trainante oppure trainato?

Viene considerato trainante il generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) che sia esclusivamente una caldaia e vada a sostituire un qualunque altro impianto di riscaldamento presente nell’edificio. Attenzione però, il generatore a biomassa deve essere necessariamente:

  • certificato 5 stelle, come lo sono le caldaie Green Puros,
  • installato in un’area non metanizzata e in un’unità unifamiliare.

Viene considerato trainato il generatore di biomassa che sia caldaia o apparecchio domestico che venga a sostituire un altro generatore a biomassa, purché il nuovo generatore sia certificato 4 stelle, qualora invece non sostituisca l’impianto biomassa deve essere certificato 5 stelle.

Condizioni del Superbonus 110%

Interventi trainati e trainanti devono permettere il miglioramento dell’edificio almeno di due classi energetiche. Solamente nel caso in cui l’edificio sia una classe energetica A3 prima dei lavori sarà accettato un miglioramento di un’unica classe energetica (A4).

Superbonus 110, come funziona la cessione del credito d’imposta?

L’Abi, Associazione bancaria italiana, ha fatto il punto della situazione sul credito d’imposta e il Superbonus 110%. Per chiarire cosa sia la cessione del credito d’imposta e come funzioni ha postato sul proprio sito una infografica (che potete trovare qui). Con l’attivazione della piattaforma apposita online dell’Agenzia delle Entrate, infatti, è ora possibile avvalersi del credito d’imposta chiedendo il trasferimento alla banca per l’ottenimento della liquidità immediata.

Uno degli aspetti principali del Superbonus 110%, infatti, è rappresentata proprio dal poter scegliere fra cessione di credito di imposta o sconto in fattura anziché la detrazione in cinque anni delle spese sostenute. Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo e finanziando i lavori anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria.

Caldaie a 5 stelle Green Puros

Le caldaie Green Puros sono assolutamente a 5 stelle, quindi perfette per chi intende usufruire del Superbonus 110%. Con caldaia a 5 stelle si intende una tipologia di caldaia a condensazione con rendimento superiore alle caldaie 4 stelle, il massimo riconosciuto in base al D.P.R. 15 novembre 1996, n.660. Le caldaie vengono infatti catalogate in 4 livelli di rendimento con diverse efficienze, dove il livello 1 è il più basso e il 4 il più alto. Le caldaie a 5 stelle superano di gran lunga il rendimento delle comuni caldaie a 4 stelle con conseguenti basse emissioni di Nox (ossidi di azoto). I vantaggi di una caldaia a 5 stelle Green Puros? Basse emissioni di inquinanti e capacità di risparmio notevole per l’acquirente.