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superbonus 110% a chi spetta

Superbonus 110 a chi spetta?

Che cos’è il Superbonus 110 e a chi spetta? Se parliamo di 110% facciamo riferimento a una importante agevolazione fiscale per chi vuole ristrutturare la propria abitazione. Introdotto dal Decreto Rilancio, il Superbonus 110 permette ai cittadini di effettuare interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, attività di rifacimento o manutenzione di immobili ed edifici già esistenti ed usufruire di una detrazione fiscale, durante la dichiarazione dei redditi, pari al 110% su una serie di interventi. Quali? Fra quelli per cui spetta tale agevolazione vi sono:

  • interventi in ambito di efficienza energetica,
  • interventi antisismici,
  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici

Occorre fare una distinzione importante così come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Gli interventi sono stati divisi in due macro categorie. Da un lato quelli trainanti, dall’altro quelli trainati. Senza la presenza di uno dei lavori appartenenti alla prima categoria non si ha diritto ad effettuare, tramite il Superbonus, uno dei lavori appartenenti alla seconda categoria.

Tra i lavori trainanti vi sono:

  • il cappotto termico
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria

Fra quelli trainati, invece:

  • il montaggio di pannelli solari;
  • il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • gli interventi previsti dal vecchio ecobonus;
  • la realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle auto elettriche.

Da sottolineare, infine, anche la presenza di alcuni limiti importanti oltre ai tetti di spesa. Si ha diritto al bonus, infatti, solo se garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche, che va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato. Per gli interventi di adeguamento antisismico si ha diritto all’agevolazione solo se vi è il miglioramento di due classi di rischio.

A chi spetta il Superbonus 110%?

Quali soggetti possono richiedere il Superbonus 110? A chi spetta l’importante detrazione fiscale fruibile anche attraverso il credito di imposta o lo sconto in fattura a fronte di interventi di manutenzione, efficientamento energetico o ristrutturazione di immobili già posti in essere?

Nell’elenco stilato dall’Agenzia delle entrate vi sono sia le singole unità familiari che i condomini. Non possono usufruire del Superbonus, invece, le ville o le case di lusso con categoria catastale: A1, A8 e A9.

In generale possono usufruire della detrazione fiscale, dello sconto in fattura o della cessione del credito:

  • i condomini,
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP)
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa,
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  • le associazioni e società sportive dilettantistiche.

Chiunque abbia diritto ad usufruire del Superbonus 110 deve dimostrare di detenere l’immobile in base a un titolo idoneo. Un esempio?

  • Essere proprietario o nudo proprietario dell’immobile,
  • Avere un titolo di diritto reale di godimento come l’usufrutto (salvo permesso del proprietario)
  • Essere locatari o comodatari (salvo accordo tra le parti)
  • Essere familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile ristrutturato, a condizione che sostenga le spese e siano intestati a lui bonifici e fatture;
  • essere convivente more uxorio del proprietario dell’immobile anche in assenza di un contratto di comodato. Importante è che la convivenza sia iniziata prima dell’inizio dei lavori.

Le scadenze: tutte le date del Superbonus 110%

Fino a quando si potrà usufruire del Superbonus? Secondo le ultime notizie sono giunte importanti proroghe alle scadenze precedentemente fissate grazie al via libera da parte dell’Ecofin al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

La scadenza è stata spostata al 30 giugno 2022 per i lavori da svolgere sugli immobili unifamiliari. Sarà, però, possibile ottenere un’ulteriore proroga di sei mesi qualora a fine giugno 2022 i lavori abbiano raggiunto almeno la quota del 60% del progetto totale.

Per i condomini la scadenza è invece quella del 31 dicembre 2022. Solo gli istituti autonomi case popolari e gli enti analoghi potranno invece usufruire dell’agevolazione fino al 30 giugno 2023 con possibile proroga al 31 dicembre 2023 così come avviene per gli immobili unifamiliari.

Leggi anche la nostra >> Guida completa al superbonus 110%

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Bonus 110% seconde case: tutte le informazioni utili

Chi ha diritto al bonus 110% seconde case? Cosa prevede la normativa che aiuterà l’Italia a far ripartire l’economia e render le case degli italiani più sicure ed ecologiche? Quando parliamo di bonus 110% secondo case o Superbonus 110% per le seconde case facciamo riferimento alla possibilità di usufruire di una detrazione fiscale del 110% – spalmata solamente su 5 anni e non 10 come accade per le altre ristrutturazioni – per le migliorie apportate a livello strutturale, antisismico ed energetico alla propria abitazione. Come? Nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati effettuati i lavori. Ci sono altre due possibilità offerte. La prima riguarda il fatto di poter ottenere lo sconto in fattura, l’altra, invece, quella di poter cedere il credito all’impresa che effettua i lavori, a banche o assicurazioni, ma anche ai grandi fornitori di energia elettrica.

La cosa più importante è che una delle clausole per poter usufruire del maxi incentivo dice che gli interventi apportati debbano migliorare la prestazione energetica di un edificio di almeno 2 classi energetiche o ne debbano ridurre, in egual modo, la classe di rischio sismico.

Come si fa a capire se vi sarà o meno un miglioramento di due classi come richiesto? Per prima cosa dobbiamo prima chiarire quali sono le seconde case che potrebbero aver diritto a tale agevolazione.

Bonus 110% seconde case: quali immobili possono usufruire dell’agevolazione?

Quando parliamo di seconda casa nell’ambito del bonus 110% facciamo riferimento a un’abitazione in cui non si abita principalmente o meglio ancora non si ha la residenza. La seconda casa può essere davvero un secondo immobile che si possiede all’interno dei vari comuni d’Italia, ma anche solo l’unico immobile di proprietà che viene annoverato come seconda casa ai fini fiscali.

L’importante, secondo quanto riportato sulla guida dell’Agenzia delle Entrate, è che ai fini della detrazione, chi sostiene le spese possieda l’immobile oggetto dei lavori anche attraverso contratti di locazione o di comodato.

Possono dunque usufruire del Bonus 110% per le seconde case:

  • Chi possiede una seconda casa oltre a quella in cui abita principalmente.
  • Chi possiede un’unica casa, che però è data in affitto.
  • Chi abita in una casa concessa tramite contratto di affitto o comodato ad uso gratuito.

Sono escluse dall’elenco:

  • villette unifamiliari per un massimo di due unità immobiliari
  • le abitazioni che fanno parte delle categorie: A/1; A/8 e A/9 ovvero castelli, palazzi di eminente pregio storico o artistico se non sono aperti al pubblico.
  • Esclusi anche gli immobili in cui viene esercita un’attività professionale.

Cosa accade, invece, agli immobili ad uso promiscuo? Il Bonus 110% viene dimezzato. Se si possiede una seconda casa adibita a B&B, ad esempio, la detrazione spetterà limitatamente al 50% delle spese sostenute.

Bonus 110%: gli interventi di risparmio energetico

Ora che abbiamo chiarito su quali immobili possono essere effettuati i lavori e soprattutto quali vengono considerati seconde case, occorre concentrarsi sugli interventi che danno diritto al bonus 110% seconde case. In primis non bisogna mai dimenticare che, pena la decadenza del beneficio, servirà attestare un miglioramento di ben due classi energetiche. Come?

A controllare tale miglioramento saranno i tecnici incaricati che effettueranno tutte le verifiche del caso e soprattutto compileranno i moduli richiesti.

Occorre, infatti, presentare: l’APE (attestato prestazione energetica) prima dell’inizio lavori per comprovare la classe energetica dell’edificio preesistente, a metà dell’opera e dopo la fine degli stessi.

Quali sono i lavori che rientrano nel risparmio energetico e che richiedono questi documenti?

L’Agenzia delle Entrate ha fatto una distinzione molto importante parlando di interventi:

  1. Trainanti (quelli più importanti)
  2. Trainati (presenti solo accompagnati da un intervento trainante)

Nella prima categoria vi sono:

  • lavori di isolamento termico effettuati sull’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie.
  • Lavori per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti ad alta prestazione energetica.
  • Lavori antisismici compresi nell’attuale Sismabonus

Fra gli interventi trainati, invece, vi sono:

  • installazione di impianti fotovoltaici
  • installazione di sistemi di accumulo integrati,
  • installazione di colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli elettrici
  • sostituzione di infissi, tetti, pavimento e schermature solari

Tralasciando gli interventi per migliorare di due classi di rischio, ci concentriamo sui lavori da effettuare per il risparmio energetico.

Occorre sottolineare come i lavori per un impianto di generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) vengano considerati un lavoro trainante e diano diritto alla possibilità di cambiare gli infissi ed eseguire altri lavori annoverati fra quelli trainati.

Non tutti i generatori a biomassa, però, danno diritto alla possibilità di usufruire del Bonus 110% seconde case. Occorre che siano:

  • installati in una zona non metanizzata e in un’unità familiare
  • certificati 5 stelle

A chi affidarsi? Scegliendo una caldaia Green Puros si può avere la certezza di un prodotto certificato a 5 stelle che può da diritto, senza alcun problema, al Superbonus 110%. Si tratta cioè di una caldaia a condensazione con rendimento superiore, con basse emissioni di inquinanti e alte capacità di risparmio.

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Superbonus 110% Guida completa e pratica

Il Superbonus 110% è un argomento ormai sulla bocca di tutti, ma sono moltissimi i punti interrogativi su questo tema. Molti si stanno domandando se le stufe a pellet e le termostufe a pellet accedano agli incentivi del Superbonus 110%: attraverso la nuova definizione normativa introdotta dal decreto legislativo 48/2020, questi apparecchi sono considerati “impianti di riscaldamento” e perciò possono sfruttare il superbonus. Tuttavia, sarà necessario ci sia un salto di almeno due classi energetiche dell’edificio dopo gli interventi. In questo articolo cercheremo di spiegare con chiarezza cos’è il Superbonus 110%, chi può usufruirne e da quando.

Cos’è il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è una detrazione discale del 110%, il che significa che la quota della quale è possibile richiedere la detrazione è superiore alla spesa sostenuta. Lo scopo messo in chiaro è duplice:

  • quello di fornire un incentivo incredibile all’efficientamento energetico degli edifici a scopo di residenza;
  • dare un aiuto economico concreto in un periodo economicamente difficile come quello post Covid19.

In particolare la normativa fa riferimento alle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, con probabile estensione del periodo di tempo da un anno e mezzo a due anni.

La modalità principale con cui è possibile beneficiare del Superbonus 110% è quella di riportare nelle dichiarazioni dei redditi dei cinque anni successivi all’intervento in questione il 110% suddiviso in quote annuali di pari importo.

A chi è rivolto il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è rivolto a:

  • Istituti autonomi case popolari.
  • Persone fisiche su singole unità immobiliari.
  • Cooperative di abitazione.
  • Associazioni, società sportive e organizzazioni senza scopo di lucro.

Gli edifici residenziali che NON rientrano nel superbonus 110% sono le abitazioni di tipo signorile(A/1), ville(A/8) e castelli o palazzi di pregio artistico o storico (A/9).

Come ottenere il Superbonus 110%?

Riguardo i generatori a biomassa il Superbonus 110% si applica a due tipi di intervento:

  • Interventi trainanti.
  • Interventi trainati.

Andiamo con ordine e spieghiamo di cosa si tratta.

Gli interventi trinanti raggruppano:

  • Isolamento termico dell’involucro dell’edificio negli edifici unifamiliari, nelle unità immobiliari all’interno di edifici plirifamiliari e nei condomini.
  • Sostituzione dell’impianto di riscaldamento invernale presente nei condomini con un impianto centralizzato dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.
  • Cambio dell’impianto di riscaldamento invernale per edifici unifamiliari o nelle unità immobiliari presenti in edifici plurifamiliari con un impianto di riscaldamento dotato di:
  1. caldaia a gas a condensazione classe A
  2. o pompa di calore
  3. o sistema ibrido
  4. o sistema geotermico
  5. o microgeneratore
  6. o collettori solari
  7. caldaie a biomassa (5 stelle)
  8. o (per i comuni in zone di montagna) allaccio a teleriscaldamento.

Quando un generatore a biomasse è considerato trainante oppure trainato?

Viene considerato trainante il generatore a biomassa (pellet, legna, cippato) che sia esclusivamente una caldaia e vada a sostituire un qualunque altro impianto di riscaldamento presente nell’edificio. Attenzione però, il generatore a biomassa deve essere necessariamente:

  • certificato 5 stelle, come lo sono le caldaie Green Puros,
  • installato in un’area non metanizzata e in un’unità unifamiliare.

Viene considerato trainato il generatore di biomassa che sia caldaia o apparecchio domestico che venga a sostituire un altro generatore a biomassa, purché il nuovo generatore sia certificato 4 stelle, qualora invece non sostituisca l’impianto biomassa deve essere certificato 5 stelle.

Condizioni del Superbonus 110%

Interventi trainati e trainanti devono permettere il miglioramento dell’edificio almeno di due classi energetiche. Solamente nel caso in cui l’edificio sia una classe energetica A3 prima dei lavori sarà accettato un miglioramento di un’unica classe energetica (A4).

Superbonus 110, come funziona la cessione del credito d’imposta?

L’Abi, Associazione bancaria italiana, ha fatto il punto della situazione sul credito d’imposta e il Superbonus 110%. Per chiarire cosa sia la cessione del credito d’imposta e come funzioni ha postato sul proprio sito una infografica (che potete trovare qui). Con l’attivazione della piattaforma apposita online dell’Agenzia delle Entrate, infatti, è ora possibile avvalersi del credito d’imposta chiedendo il trasferimento alla banca per l’ottenimento della liquidità immediata.

Uno degli aspetti principali del Superbonus 110%, infatti, è rappresentata proprio dal poter scegliere fra cessione di credito di imposta o sconto in fattura anziché la detrazione in cinque anni delle spese sostenute. Secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio, le banche possono favorire la realizzazione degli interventi agevolati dal bonus fiscale anticipandone l’importo e finanziando i lavori anche a chi al momento non ha la disponibilità necessaria.

Caldaie a 5 stelle Green Puros

Le caldaie Green Puros sono assolutamente a 5 stelle, quindi perfette per chi intende usufruire del Superbonus 110%. Con caldaia a 5 stelle si intende una tipologia di caldaia a condensazione con rendimento superiore alle caldaie 4 stelle, il massimo riconosciuto in base al D.P.R. 15 novembre 1996, n.660. Le caldaie vengono infatti catalogate in 4 livelli di rendimento con diverse efficienze, dove il livello 1 è il più basso e il 4 il più alto. Le caldaie a 5 stelle superano di gran lunga il rendimento delle comuni caldaie a 4 stelle con conseguenti basse emissioni di Nox (ossidi di azoto). I vantaggi di una caldaia a 5 stelle Green Puros? Basse emissioni di inquinanti e capacità di risparmio notevole per l’acquirente.